Opzioni binarie, le 6 regole da conoscere

6 COSE CHE DEVI SAPERE PRIMA DI FARE TRADING IN OPZIONI BINARIE

Attorno alle opzioni binarie si è sviluppato da subito un grande rumore mediatico, e la promozione di questi prodotti avviene tutt’oggi anche attraverso canali istituzionali. Questo ha contribuito molto alla loro diffusione, sia tra le fila dei trader – in forex o azioni, ad esempio – alla ricerca di novità che tra gli opzionisti.

Questo forte entusiasmo è però andato a discapito della consapevolezza: complice anche la difficoltà di individuare gli strumenti di formazione validi, la conoscenza delle opzioni binarie si ferma spesso ad una valutazione superficiale. Preparandoci al meeting gratuito organizzato da QuantOptions, con questo articolo vogliamo dare un nostro contributo a favore di un trading responsabile: ecco 6 aspetti delle opzioni binarie che devi conoscere prima di decidere se costituiscono la tipologia di investimento che fa per te.

Breve premessa: cosa sono le opzioni binarie

Essendo opzioni, rientrano nella categoria degli strumenti derivati. Dal codice binario, a cui si ispira il loro nome, prendono la caratteristica di contemplare solo 2 possibili esiti alternativi: il verificarsi oppure il non verificarsi di una determinata condizione.

La loro scadenza può essere a poche settimane, a pochi giorni o pochi a minuti, per arrivare anche a 60 o 30 secondi. In generale, possiamo dire che le opzioni binarie offrono un trading veloce, che opera su un lasso di tempo piuttosto breve.

Esistono diverse strategie e possibilità operative con le opzioni binarie. Le più popolari sono probabilmente quelle che permettono agli investitori di assumere una posizione sulla direzione dello strumento sottostante: se, a scadenza, la previsione dovesse verificarsi, l’investitore riceverebbe il valore di rimborso. In caso contrario, perderà invece l’intero capitale investito.

#1: il tuo profitto ha un tetto massimo

Con una opzione binaria, le probabilità di successo di una previsione rialzista o ribassista sono equivalenti a quelle di una opzione regolamentata. È però importante sottolineare che la prima viene valutata ad un valore fisso, di norma pari a 100, che è quindi il valore di rimborso. In altre parole, l’opzione binaria prestabilisce un limite massimo che il tuo profitto, in caso di analisi corretta, non potrà superare.

Che il prezzo del sottostante si modifichi di poco o di moltissimo, nel caso dell’opzione binaria il rimborso che riceverai sarà sempre e comunque 100. Con le opzioni regolamentate, al contrario, vige una proporzionalità tra il movimento del sottostante e il guadagno. Se, per esempio, il sottostante a scadenza registra un rialzo del 10%, il tuo profitto sarà costituito dal 10% del movimento al netto del premio pagato.

#2: guadagnare è più difficile di quanto sembri

Fra i diversi vantaggi delle opzioni binarie viene sempre menzionato il fatto che permettono di ottenere profitti del 70% o addirittura del 91% per operazione. Affidandoci a matematica e probabilità abbiamo fatto un po’ di calcoli.

Il prezzo iniziale di un’opzione che mi rimborsa 100 e mi fa guadagnare il 91% è 52,36. Se la mia previsione risulterà corretta, ricaverò 47,64 (100-52,36). Nel caso di un profitto atteso del 70%, il prezzo iniziale pagato sarà 58,82 e potrò incassare un guadagno di 41,18. Affinché io non sia in perdita, la mia previsione deve risultare corretta almeno nel 52,36% delle volte nel caso del rendimento al 91%, e nel 58,82% delle volte nel caso del rendimento al 70%. Questo, ribadiamolo, affinché il mio profitto atteso sia uguale a zero.

Se pensi di poter mettere a punto un sistema di trading che ti permetta di conoscere in anticipo quale movimento subirà il prezzo di uno strumento finanziario (magari nei prossimi 60 secondi) con un grado di precisione superiore a queste percentuali, e quindi di entrare nell’area di guadagno, allora le opzioni binarie fanno al caso tuo.

Per esperienza, possiamo affermare che riuscire in questo intento è estremamente difficile. Nessun sistema rigoroso di regole economiche e statistiche di trading lo consente. Soprattutto con scadenze molto brevi, prevedere la direzione per oro, petrolio, per l’indice FTSE Mib, per l’Euro/Dollaro o per qualunque altro sottostante equivale ad una vera e propria scommessa.

#3: puoi avere una probabilità del 50% di sbagliare la previsione

A proposito di scommesse: immagina di lanciare in aria una moneta e di dover prevedere se uscirà testa o croce. Ebbene, nel caso di opzioni binarie a scadenza brevissima – come quelle a 60 secondi – l’esperienza è del tutto equivalente.

Lo studio della curva dei rendimenti di una qualsiasi serie finanziaria ha infatti reso evidente come, in un intervallo di tempo sufficientemente lungo, i rendimenti a 60 secondi siano quasi equamente distribuiti tra negativi e positivi. Pur con una certa approssimazione, è ragionevole concludere che la probabilità dei due eventi su cui si basa un’opzione binaria 60 secondi è pari al 50%.

#4: l’emittente è in largo vantaggio sul trader

A differenza di quello delle opzioni regolamentate, il prezzo di un’opzione binaria non è determinato dal mercato. Viene invece stabilito dall’emittente, che considera da un lato le probabilità degli eventi, dall’altro il proprio profitto. Abbiamo visto che la prima componente è pari a circa 50; il resto, che – considerando i prezzi iniziali (52,36 e 58,82) – oscilla tra 2,36 e 8,82, costituisce un margine per l’emittente compreso tra il 4,72% e il 17,64%.

Nel suo libro I segreti del trading di breve termine (Trading Library, 2014), Larry Williams dice che i proprietari dei casinò di Las Vegas riescono ad arricchirsi grazie ad un margine di probabilità a favore del banco compreso, in media, tra l’1,5 e il 4%. Ciò significa che gli emittenti di opzioni binarie arrivano ad un margine a proprio favore di oltre 4 volte superiore a quello dei casinò di “Sin City”. Ad ogni operazione, guadagnano dal 5 al 18% circa a prescindere da ciò che succede sul mercato. Il margine  viene infatti incassato sia in caso di esito negativo che in caso di esito positivo per l’investitore.

#5: gli emittenti non sono sempre affidabili

Dopo un lungo lavoro di analisi, di comunicazioni e relative modifiche, CONSOB ha deliberato che le società offrenti servizi e attività di investimento in opzioni binarie debbano essere autorizzate come imprese di investimento – ossia come istituti bancari – ai sensi delle normative MiFID.

Accade però spesso che le società emittenti abbiano sede legale in luoghi dove la legislazione in materia di tutela dei risparmiatori è assai più permissiva di quella europea e dove CONSOB e le consociate europee non riescono ad intervenire direttamente. Non è raro che, nonostante i reiterati richiami da parte delle autorità di vigilanza dei mercati europei, alcune società eroghino servizi di intermediazione su opzioni binarie senza le dovute autorizzazioni.

#6: la sola operatività consentita è long

Con le opzioni binarie non hai la possibilità di vendere allo scoperto e di combinare più opzioni long e short per modellare i profili di rischio e rendimento sulle tue specifiche aspettative. Si veda, a questo proposito, il nostro articolo sulla strategia dell’Iron Condor.

Il long offre un profitto teorico illimitato a fronte di un rischio limitato, mentre lo short offre un profitto limitato e una perdita teorica illimitata. Tuttavia, la distribuzione dei rendimenti del mercato mostra chiaramente che, su un orizzonte temporale abbastanza lungo, i movimenti degli strumenti finanziari tendono a rimanere all’interno di range ristretti per la maggior parte del tempo.

Per guadagnare da un’operatività long bisogna riuscire a catturare un evento di coda, un evento che – dati e statistiche alla mano – ha un probabilità di verificarsi piuttosto contenuta. È molto più frequente trarre profitto dall’assenza di movimento dei mercati che dal loro movimento sensibile. La vendita allo scoperto di opzioni è l’unica strategia che permetta di speculare su queste tipicità del mercato, ma è un’operatività preclusa con le binarie.

Conclusione

Le opzioni binarie, specie quelle con scadenza brevissima, possono essere dannose per i risparmiatori. In realtà, qualunque strumento che promette guadagni facili e immediati senza raccomandare un’attenta formazione lo è. È un punto su cui insistiamo con convinzione e che tratteremo approfonditamente durante il nostro workshop sulle opzioni dei prossimi 25 e 26 Maggio.

È nostra opinione che le opzioni binarie siano poco trasparenti. Il loro prezzo è determinato dal soggetto che le emette, il quale – spesso aiutato da pubblicità ingannevole – propone condizioni quanto meno dubbie e da verificare. Ecco perché, ancora una volta, il nostro consiglio è di vagliare ogni scelta sulla tipologia di trading da abbracciare alla luce di studi e dati verificati.

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One Response to “Opzioni binarie, le 6 regole da conoscere”

  1. Blackmouth maggio 12, 2018 at 11:52 am #

    Spiegazione semplice ed efficace, sperando che tutti quelli che ci si sono rovinati capiscano che il trading non e’ un pasto gratis.
    Bravissimi

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